lunedì 30 novembre 2020

Ha senso un blog al giorno d'oggi?

 



Perché si scrive?

Per sé? Per comunicare? Se lo si fa per sé, ha senso tenere un blog? E se si fa per comunicare, ma nessuno legge, ha senso tenere un blog? In sintesi: ha senso un blog nell'era dei social?

Forse no... e allora perché aprirlo? Boh. Forse per riprendere la strada verso la scrittura... per lasciar fluire pensieri un po' a caso, trovare (forse) spunti da aggiustare in seguito. Forse prima di Facebook le persone si fermavano di più a leggere, a riflettere, a scambiarsi le idee. 

Erano dei bei luoghi, i blog... il mio era colorato, i template erano belli e vivaci.

Questo è asettico e forse non mi appartiene, magari dovrei lavorarci un po', renderlo più simile a me. 

Magari ho perso io lo smalto dei bei tempi andati e quello che scrivo è noioso, senz'anima. Sì, forse ha poca anima, perché non trovo più le parole, non trovo i concetti, è tutto confuso. 

Sono stanca, avvilita. Il mio blog si chiamava "I nostri sogni" ed io ero "Sognatrice nata"... ecco, ora probabilmente ho perso la capacità di sognare. La realtà è brusca e nulla si realizza. 

Comincio a credere che riprendere quest'avventura non sia stata per nulla una buona idea. 

C.

domenica 29 novembre 2020

Paesi o presepi?

 


Mi piace, quando vado in giro nei paesini della provincia, fotografare cose come questa... piccoli particolari, tipiche dei borghi. Adoro anche i mucchi di legna, mi fanno pensare al mio presepe. Il mio presepe è povero di personaggi, ma ricco di tutto il resto: casette, alberi e accessori come pentole, caraffe etc. 

E questi borghi solitari, nascosti in mezzo alla vallata, una curva dietro l'altra, da una parte il monte e dall'altra lo strapiombo, sono dei piccoli presepi scavati nella roccia.

Un arco, un altro, alberi e rovi, qualche gatto pigro qui e là e il silenzio.

Questo, per me, vuol dire zona gialla: non l'ammassarmi in un centro commerciale, non il fare come cazzo voglio, ma andare in cerca di questi piccoli, grandi gioielli. 


(In foto: Bovecchio, frazione di Riccò del Golfo)

sabato 28 novembre 2020

C'era una volta...


 

C'era una volta la me di una volta che, di fronte a una casa del genere, avrebbe immediatamente preso metaforicamente carta e penna e avrebbe scritto un racconto. 

Ci avrebbe messo fantasmi, una giovane che si perde, una storia tragica e un po' da brividi, da brava lettrice Kinghiana che dal Maestro ha preso soprattutto la capacità di scrivere i finali... e chi legge King, capisce. 
Non che mi voglia paragonare a lui, eh... è solo per dire. 

Va beh, torniamo al succo del discorso. 

La me di una volta avrebbe iniziato immediatamente, davanti a una casa del genere, a elaborare una storia. 

E la me di oggi? 

Ci prova, ad immaginare... ma poi si ferma. Le parole non escono, non si mettono nemmeno ordinatamente in fila, restano lì. Una delle poche cose in cui, nella vita, riuscivo decentemente, ora non va più. 

Altro che blocco dello scrittore, qui è proprio tutto fermo. 

Cambieranno le cose? Ritornerò a tormentarmi con storie da paura, alla ricerca di una parola e di un finale sensato? Ritorneranno spiriti e fantasmi a farmi compagnia di giorno e di notte?

Oppure è tutto perso per sempre?

Intanto riprendo da queste pagine, sperando di ritrovare il filo dei pensieri... 

Buon fine settimana. 

C.

venerdì 27 novembre 2020

Vi parlo di Orsa Panciona...

 


Un anno e mezzo fa circa è nata Orsa Panciona, una sorta di alter ego animalesco. Un'orsa che fa la giornalista, ha il Bearphone e guida la Bearmobile. Era nata come personaggio che poteva permettersi di prendere un po' in giro la classe politica della sua città, divisa in Quasi Rossi e Quasi Neri, che non fanno altro che litigare fra loro. 

Poi è diventata un'orsa viaggiatrice, è andata anche in Lapponia da Babbo Natale, è andata da Zuckerberg e dal Presidente Conte, per poi tornare a vivere nella sua caverna, nascosta al momento dai cacciatori, dal virus e ovviamente in letargo. 

Ha anche una sua pagina Facebook, sulla quale però scrive sempre meno... speravo che avesse più successo, invece ormai non se la fila quasi nessuno. 

Spero che non faccia la stessa fine anche questo blog. 

Baci da me e zampatine da OP. 



giovedì 26 novembre 2020

Zona arancione, umore grigio, ricordi a colori...

 


Anni fa viaggiavo. Non moltissimo, mai viaggi lunghi, ma viaggiavo.

Da tempo non lo faccio più, ma col mio fidanzato ci concediamo spesso "gite fuori porta" , girellando in modo particolare in Val di Vara. Fiume, boschi, borghi semi disabitati, case diroccate e così via... a volte due panini mangiati in riva al fiume o in mezzo alla natura, un caffè al bar, cose così. 

Basta poco per essere sereni, tranquilli, basta fuggire dal caos del centro cittadino, soprattutto in questo momento in cui è meglio stare lontani dagli assembramenti. 

Abbiamo continuato finché ci è stato concesso. Ora la zona arancione ci ha confinati nel comune e, nonostante riusciamo comunque a ritagliarci del tempo lontani da tutto, mi mancano le nostre fughe fuori dai confini. 

Sì, non è nulla di tragico, l'importante è la salute e così via, ma ci sono momenti in cui la malinconia prende un po' il sopravvento. Soprattutto in giornate in cui sembra andare tutto storto e tornano a galla problemi fisici che si sperava fossero superati. 

Passerà anche questo, torneremo alle gite al fiume, ad approfittare del mite clima ligure e a concederci un pranzo all'aperto anche a dicembre. 

Così per consolarmi guardo quel fiore giallo in mezzo a tanto verde. 

I ricordi, almeno quelli, lasciatemeli a colori. 

mercoledì 25 novembre 2020

Ricomincio da qui...

 



Nasce questa sera il mio nuovo blog. Quelli precedenti sono stati inghiottiti dai cambiamenti del web. 

Anni fa ero attivissima, nel magico mondo dei blog... poi Facebook ha travolto tutto. Ho pensato tante volte a riprendermi uno spazio, fuori dai social, in cui parlare di tutto ciò che mi passa per la testa: le mie passioni, le mie battaglie, cose buffe che mi succedono, pensieri negativi che mi passano per la testa.

E spero che queste pagine mi aiutino a riprendere a scrivere, visto che ho abbandonato da tempo i miei personaggi e le mie storie. 

Spero che qualcuno abbia voglia di seguirmi in questa nuova-vecchia avventura. 

Un bacio,
Claudia 

Elogio (provocatorio) del lavoro in nero...

  Come da titolo, è una provocazione.  Ma... spiego. Io faccio caricamenti e allestimenti nei supermercati, la mia figura professionale (che...