lunedì 4 gennaio 2021

Un racconto... una volta scrivevo.



Cercando nelle cartelle del pc un racconto che mi è venuto in mente l'altro giorno (e che ovviamente non ho trovato), mi è capitato questo. Si tratta di una sorta di esercizio fatto con le mie amiche del corso di scrittura... Non è nulla di che, è solo un'istantanea... un momento così, di vita di paese. Spero vi piaccia.

Berto il postino.

“Uffa! Proprio ora doveva iniziare a nevicare?” borbottò tra sé Berto, il postino del paese, quando, uscendo dallo scalcinato ufficio postale, si accorse che il cielo si era fatto bianco e che alcuni fiocchi stavano cadendo leggeri. Bestemmiò sottovoce e, tentando di farsi coraggio, esclamò: “Magari non si ferma…”. “Si ferma, si ferma!” disse la vedova del barbiere, che stava tornando a casa con le borse della spesa “si fidi, si ferma”. Appoggiò le borse a terra per annodarsi il vecchio foulard scolorito sulla testa: attraverso le profonde rughe che le solcavano il viso, guardò “quello nuovo”, come in paese chiamavano Berto, nonostante vivesse lì da quasi dieci anni. Chi non era nato in quel borgo incastonato tra le montagne rimaneva sempre “quello nuovo”, anche dopo trent’anni. Berto, sconsolato, guardò la vedova negli occhi e lei, sorridendo con aria materna, gli disse: “Vede, giovanotto, quando il vento soffia da là (e indicò la montagna più alta), la neve si ferma sempre. In paese lo sanno tutti. Ha capito?” Berto annuì e sussurrò un “buonasera”; la signora, dopo un’ultima occhiata alla montagna, riprese le sue borse e continuò il cammino, zoppicando leggermente. Indossava un lungo cappotto marrone fuori moda regalo del suo povero marito in occasione di un compleanno, o forse di un anniversario…  lo aveva detto tante volte, ma il postino distratto non ascoltava quasi mai.

L’uomo attraversò la piazza per prendere la bicicletta, legata a un palo della luce. Sul sellino c’era già qualche fiocco e, con un brivido, li spazzò via con la mano.

“Niente vinello stasera, Berto?”.  Paolino, il barista, era fuori dal locale per mettere al riparo i tavolini e le sedie “si mette male, eh? Ne verrà tanta… e si ferma, sai? Quando il vento soffia da là…” “la neve si ferma, lo so. Meglio che mi muova… ciao Paolino!” concluse Berto. Il barista rise e salutò l’amico.

Berto salì sulla bicicletta: per arrivare a casa, doveva attraversare il bosco. Di sera e con la neve non gli era mai successo: sbuffò, ripensando alla giornata appena trascorsa. Il vecchio maestro del paese gli aveva fatto perdere molto tempo.

“Oh Berto, ma non hai neppure un cappello?” la voce dell’ex Maresciallo dei carabinieri gli risuonò nelle orecchie. Il vecchio militare, essendo sordo, urlava sempre. “No, Maresciallo… sa, questa mattina il cielo era azzurro, non mi aspettavo che…” “Novellino, novellino! Non l’hai sentito il vento, stamattina?” “Sì, ma…” ”Porta neve, quel vento e se soffia da là, si ferma!” continuò il Maresciallo, che stava coprendo con un telo di plastica la sua auto nuova fiammante. “Te ne presto uno io, tranquillo giovanotto!” disse ancora il Maresciallo, entrando in casa. Berto lo sentì gridare alla moglie che doveva prendere un berretto per “quello nuovo”, o si sarebbe raffreddato.  “A testa scoperta! Sotto la neve!” “Ah, quel giovanotto… da quando è rimasto solo, non sa badare a se stesso!” rispose la moglie, la signora Assunta, urlando anche lei per sovrastare la televisione, sintonizzata su una telenovela.

Il “giovanotto” aveva quasi cinquant’anni e da qualche mese era rimasto da solo: la moglie, stanca della vita in quel paesino in cui tutti sapevano gli affari degli altri, si era sentita soffocare ed era ritornata in città. Anche lei guardava quella telenovela, Berto riconobbe la voce del protagonista e sentì lo stomaco stringersi per la nostalgia. Dalla casa provenivano rumori e odori: sedie che venivano spostate, piatti e posate, l’aroma del brodo di verdure che avrebbe riscaldato la fredda serata del Maresciallo. “Tieni, giovanotto. È impermeabile e ha anche il pelo! Così ti tiene al caldo e ti ripara! E ora vai, di corsa, che ne verrà giù tanta…”. Berto ringraziò e salutò. Rivolse un’ultima occhiata alla casa. La signora Assunta era sulla porta, avvolta in un largo grembiule ai fiori, con gli occhiali in testa e i capelli grigi raccolti in una lunga treccia. Gli sorrise e lo salutò con un cenno della mano, richiamando il marito perché non riusciva ad aprire il barattolo delle verdure sottolio.

Berto rispose al saluto e si avviò verso il bosco. 

(Claudia Bertanza) 

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