sabato 24 aprile 2021

Lina Fratoni, vittima del fascismo

 


Aveva solo 15 anni, Lina Fratoni, spezzina, operaia e antifascista. Era il luglio del 1943 e Lina, assieme ad altri giovani, stava prendendo parte a una manifestazione per festeggiare la caduta del fascismo avvenuta pochi giorni prima. La fine della Guerra era ancora lontana, ma in quel momento c'era voglia di festeggiare. 

Il corteo si stava dirigendo verso il Ventunesimo (attuale complesso "Due Giugno"), dove c'era ancora la milizia fascista. All'improvviso partirono dei colpi e Lina cadde. Assieme a lei, quello stesso giorno, fu ucciso anche un altro giovanissimo: Rino Cerretti, operaio come lei, dicianovenne. 

I funerali vennero celebrati all'interno della stessa Caserma. 


Lina era originaria del Limone e a lei è dedicato il campetto del quartiere.


Tuttavia Lina non è ricordata in alcun modo nel complesso del Due Giugno, dove trovano spazio targhe commemorative ed anche una scultura dedicata alle vittime dei campi di concentramento. Questa è una grande mancanza, alla quale sarebbe doveroso rimediare. 

Le sue spoglie riposano al Cimitero dei Boschetti.

La sua storia è raccontata nel film "Cose di famiglia", di Massimo Baldino




(Claudia Bertanza)

giovedì 22 aprile 2021

Consegnate quasi 60MILA firme in appoggio della Legge Zan




Sono state consegnate 59.426 firme in appoggio della Legge Zan, raccolte dal “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”, con sede a Bogliasco, in provincia di Genova, che si è rivolto alla Presidenza della Camera dei Deputati, al Presidente Del Consiglio dei Ministri, al Consiglio di Presidenza, alla Corte Costituzionale, all’Onorevole Alessandro Zan, alle Onorevoli Liliana Segre e Rosa D'Amato, al Dott. Giuseppe Conte e al Presidente Sergio Mattarella.

«Abbiamo lavorato tanto per un risultato del genere» - spiega Aleksandra Matikj, Presidentessa del Comitato - «Già in passato, durante l’incontro del 2 febbraio 2017 presso il Palazzo Montecitorio con l’Onorevole Carlo Leoni, abbiamo consegnato 50mila firme con le quali abbiamo chiesto una Legge contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Le firme erano raccolte per contrastare un gravissimo episodio omofobo che coinvolgevano Don Massimiliano Pusceddu, colui che durante l’omelia disse: "Gli Omosessuali meritano la morte!

Dopo il nostro intervento è stato allontanato dalla sua Cattedra dall’Arcivescovo Arrigo Miglio, anche perché le sue vergognose parole, se fossero state ascoltate dai Gay, avrebbero potuto istigare dei suicidi.
Le nostre ulteriori 10mila firme aggiunte invece provengono dal nostro intervento a difesa del Parroco di Bonassola e Framura Don Giulio Mignani, pesantemente minacciato dalla Curia della Spezia-Sarzana-Brugnato soltanto per essersi rifiutato di benedire le palme come forma di protesta contro il documento della Congregazione per la dottrina della fede che vieta la benedizione delle unioni di coppie omosessuali. Oggi siamo molto contenti perché dopo migliaia di firme a suo favore, non si siano verificati dei provvedimenti nei suoi confronti.
Gli episodi come questi non si possono più sentire. Sono troppi. E non è giusto, dal momento che gli Omosessuali, i Bisessuali e i Transessuali sono Persone, in primis, e meritano di essere tutelati dalla Legge. Una Legge che serve subito, ora.
Nel frattempo, dal 2016 ossia da quando tali firme le stavamo raccogliendo, ad oggi, siamo riusciti a creare il Primo caso giuridico contro l’omofobia: quando Giovanni De Paoli, Consigliere regionale leghista, disse: "Se avessi un figlio gay lo brucerei in un forno."

La scia di odio contro chi nel 2021 è ancora definito come quello sbagliato, non degno di esistere, inferiore e da deridere, maltrattare, umiliare, è un qualcosa che andrebbe DAVVERO FERMATO. E lo sostiene una Persona che ha subito delle gravissime discriminazioni, perché Migrante e perché ha rifiutato di prostituirsi sul posto di lavoro in cambio del contratto di lavoro rinnovato. Le discriminazioni ci uniscono nella lotta ma, per quello che noi vittime abbiamo passato, sarebbe davvero l’ora di aiutare chi, senza una Legge ufficialmente approvata, rimane il bersaglio di cattiveria che, spesso, porta via tante vite ogni anno in Italia.
Mettiamo una FINE all’odio. Insieme, affinché la Legge Zan venga definitivamente approvata.

Infine accogliamo anche noi la simpatica iniziativa lanciata da Vanity Fair di cui ci aveva informati Matteo Cacioppo dalla Spezia e che, come lui, condividiamo. “Diamoci una mano”, per supportare il DDL Zan contro l'omotransfobia, la misoginia e l'abilismo», conclude la Matikj.

Peracchini come Gimondi… ma i soldi sono i nostri!

 




La pedalata compiuta nei giorni scorsi dal nostro Sindaco e capace di portarlo fino a Pegazzano, ripresa dalle telecamere di Sky, è costata la bellezza di 4.270 euro (comprensiva di Iva non deducibile per le amministrazioni) dunque, vista la distanza percorsa in bicicletta, oltre duemila euro al chilometro.

Un bell’importo, non c’è che dire, che risulta dalla determina di spesa, utile a ridicolizzare la città nei teleschermi nazionali.

Un sindaco ha infatti, il dovere di rappresentare i cittadini accogliendo la stampa ma non di seguirla in bicicletta, apparendo in verità anche un po’ bolso, per farsi filmare come un provetto ciclista ma apparendo in realtà come un dilettante della politica e delle istituzioni. Lo immagino a questo punto, se presente qualche TG nazionale, timonare al Palio oppure, correre al Montagna durante le gare di atletica, o magari cantare “ 
È stata tua la colpa” di Bennato (la sua canzone preferita) in qualche serata della prossima Estate spezzina.

Tutto insomma si fa e si paga pur di apparire.

È pur vero che può risultare importante utilizzare denari dei cittadini per proiettare le bellezze del territorio sugli schermi nazionali, così da mostrare e rafforzare la nostra offerta turistica. Ma quando i filmati sono a pagamento la politica deve avere il buon gusto di restarne fuori evitando così di utilizzare anche i denari del capitolo del turismo, oltre a quelli della comunicazione, che il sindaco usa al solo scopo di essere presente un giorno sì e l’altro pure sui media.

Che Peracchini usi la bicicletta nel tempo libero e magari faccia qualche pedalata nella periferia della città, nelle sue alture, e verifichi lo stato in cui versano le strade, la manutenzione necessaria e faccia in modo che al ritorno dei turisti questi possano trovarsi in un posto più accogliente; se poi ha voglia si faccia anche una passeggiata la sera nell’Umbertino per vedere di persona quello che le telecamere dei cittadini, sempre più esasperati, documentano ormai ogni sera da inizio del suo mandato.

Ciò oltre a essere gratis sarebbe sicuramente più apprezzato.


Massimo Baldino Caratozzolo

(Consigliere Comunale della Spezia)

Elogio (provocatorio) del lavoro in nero...

  Come da titolo, è una provocazione.  Ma... spiego. Io faccio caricamenti e allestimenti nei supermercati, la mia figura professionale (che...