giovedì 25 marzo 2021

Legambiente e Italia Nostra: richiesta formale di Inchiesta Pubblica sul PUO di Via Prosperi




Legambiente e Italia Nostra ritengono che un progetto che prevede una così profonda trasformazione di un'area verde e dei suoi edifici storici come quello che si intende realizzare per il Borgo Baceo debba poter usufruire della più ampia discussione pubblica anche all'interno del procedimento di VAS. La legge regionale sulla VAS prevede (seppure non in forma obbligatoria) l'istituto dell'Inchiesta Pubblica "per l'esame del rapporto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni del pubblico, senza che ciò comporti interruzioni o sospensioni dei termini dell'istruttoria".

È stata quindi inviata sia al Sindaco PierLuigi Peracchini che all'Assessore all'Urbanistica Luca Piaggi, e per conoscenza alla Regione Liguria, formale motivata richiesta, anche sulla base della sollecitazione arrivata da abitanti e cittadini.

venerdì 19 marzo 2021

45 anni di Radio private spezzine, un ricordo di Massimo Baldino

 


Era il 19 Marzo del 1976. Giorno di fiera. Quello però per molti spezzini non fu un San Giuseppe come tanti.

Poco prima di mezzogiorno infatti con una trasmissione tutta dedicata all’idolo del momento, Lucio Battisti in testa alle classifiche di vendita, con Ancora tu, iniziavano ufficialmente le trasmissioni della prima radio locale spezzina RadioSpezia 102,600 (frequenza di trasmissione che rimarrà invariata per molti anni).

In realtà Radiospezia aveva iniziato a trasmettere anche se sporadicamente e in “prove tecniche” dunque solo mandando musica nel Natale del 1975 a opera di un gruppo di giovani universitari desiderosi di realizzare anche nella nostra città ciò che a Bologna, Milano, Pisa tra sequestri e dissequestri da parte della magistratura, altri avevano già creato riscuotendo grande curiosità e attenzione. Abbattere finalmente il monopolio della Rai e poter trasmettere e comunicare liberamente attraverso la modulazione di frequenza in ambito locale.

Sede della radio una casupola di pochi metri quadri, suddivisa in due miniloculi da me ribattezzata “il nostro pollaio” sita alla Lizza di Fabiano. Posizione strategica dalla quale si vedeva tutta la città e dunque con una potenza relativamente piccola, veramente nell’ordine di pochi watt era possibile farsi ascoltare nitidamente da tutti gli spezzini e ancora oltre sino a Sarzana.  



La sera stessa di quel San Giuseppe però iniziarono, anche se con qualche difficoltà tecnica in più, anche le prove tecniche di trasmissione della seconda emittente spezzina: Radio Spezia International . Di li a poco grande concorrente e rivale della prima nata. Quasi un parto radiofonico gemellare dunque in quel San Giuseppe di 45 anni fa. RSI acronimo della seconda nata aveva sede nell’ex mulino della Chiappa in Via Monfalcone, nei locali oggi adibiti parzialmente a magazzino e adiacenti a un centro benessere allora sede degli studi televisivi di Video Spezia International, nata qualche anno più tardi.



È difficile spiegare ai ragazzi degli anni  2000  cosa rappresentarono le radio libere per quelle generazioni. Attraverso le radio ci si conosceva, si socializzava, spesso come nel mio caso si imparava un mestiere e in ogni caso si prendevano le misure (seppure a Spezia si operasse nel dilettantismo più totale) con il mondo del lavoro. Insomma con un orario e un impegno da rispettare. Le legere (termine abusato nel mondo delle radio) che  non erano puntuali avevano vita breve e sparivano dagli organici della emittente con la stessa facilità con la quale vi erano entrati. Probabilmente il fenomeno di oggi più vicino a quello delle radio libere locali è quello dei social, ma evidentemente fare paragoni o raffronti tra cose distanti tra loro 45 anni è sempre molto complicato.

Quel che è certo invece è che RadioSpezia (poi divenuta Primaradio) e Radio Spezia International furono le vere pioniere di un mondo che di li a poco avrebbe aperto la strada anche ad altre realtà questa volta espressamente votate al mondo degli adolescenti.Come spesso erano poco più che adolescenti i loro soci fondatori.

In estate nacque infatti Radio Golfo dei Poeti che trasmetteva da Sarbia nella sede divenuta oggi una residenza privata . Centinaia di ragazzi si alternarono ai microfoni di quella realtà comunicativa fatto quasi tutta di dediche, giochini e discomusic. Persino l’attuale Sindaco Peracchini vi trasmise con lo pseudonimo di PiElle DJ.



Così come importante per gli adolescenti spezzini fu pure Radio Spezia Sound che inaugurò le proprie trasmissioni dai locali di Padre Dionisio prima di approdare in Viale Ferrari ove oggi è un negozio di Hair Stylist.

Infine nell’estate del 1977 vide la luce anche Radio Alto Tirreno poi divenuta Astroradio. L’ultima a cedere il passo, soprattutto grazie a un indomabile quanto sfortunato e abbandonato dalle istituzioni Angelo Bertacchini, allo strapotere dei Network . Dunque ad Angelo che prosegui fino a che gli fu possibile ciò che il sottoscritto aveva fortemente voluto, oggi mi pare giusto tributare un riconoscente pensiero.

45 anni. Praticamente una vita. Credo davvero fosse giusto ricordare questa ricorrenza visto che al mondo delle radio spezzine da RadioSpezia a Ondaspezzina  “nella quale giocavano a fare i DJ i più adulti” tutti noi ormai over 50 abbiamo legato un ricordo. Una canzoncina, una dedica, un amore perduto e per qualcuno come il sottoscritto o per esempio Raffaella Bragazzi una professione che ci ha dato gioia, permettendoci di girare l’Italia e di realizzare un sogno che qui alla Spezia, così anche culturalmente lontani dalle grandi città dove si “faceva la radio” difficilmente avremo potuto vivere.    

(Massimo Baldino)

giovedì 18 marzo 2021

Peracchini scelga una busta e cominci a rispondere.



Viste anche le ultime vicissitudini in maggioranza mi pare che il nostro Sindaco Peracchini più che ad amministrare una città si stia specializzando per fare il concorrente al Rischiatutto.

E allora Sindaco scelga una busta e cominci a rispondere anche alle mie interrogazioni.

Busta 1 Progetto Steps del Civico

Busta 2 Proposta di delibera variazione codici edificabilità in Borgo Baceo

Busta 3 Criteri e modalità scelte per la vendita di 57 alloggi comunali disastrati, ma abitati.(Da chi ?)

Invece anche su Civico al momento non ho ricevuto nessuna risposta alle mie poche, chiare e semplici domande riportate brevemente qui sotto... Come nessuna chiara risposta arrivò nella commissione di Garanzia e controllo appositamente convocata nel Febbraio scorso.


Corrisponde a verità che il Signor Alessandro Maggi è uno dei soci fondatori della associazione del terzo settore Factors verso il cui progetto è stato dichiarato l’interesse della amministrazione;
E’ vero che Il Signor Alessandro Maggi alla data dell’incarico conferitogli dal Comune della Spezia conqualsiasi voglia carica in Comitati scientifici o di direzione artistica del Teatro era anche direttore artistico di tale associazione proponente, sempre al momento dell’incarico e della avvenuta manifestazione di interesse da parte del Comune come in delibera 321;
Quale storicità esperenziale ha dichiarato l’associazione Factors costituita nel 2018, alla data della delibera di giunta 321del 8 Luglio 2019;
Il Dottor Maggi sarà il regista della produzione finalizzata al progetto Steps;
Il testo che sarà realizzato è di proprietà del Presidente della Associazione in questione;
La commissione di direzione artistica del teatro Civico si è espressa attraverso un voto, rispetto a questo progetto che riguarda il teatro da essa diretto,visto che il lavoro figurerà verosimilmente all’interno della programmazione del teatro stesso e se tale pronunciamento e voto risulti da un verbale di regolare convocazione della direzione artistica;
Esiste un protocollo di intesa o qualsiasi voglia altro atto che attesti la collaborazione tra l’amministrazione spezzina, il Teatro Civico e la “Scuola normale di Pisa” così citata nella lettera di proposta a firma del Presidente di Factors Dottor Francesco Morosi e da voi ripresa nell’AVVISO PUBBLICO DI MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER LA RICERCA DI SPONSOR PER IL PROGETTO STEPS pubblicato su Albo Pretorio tra il 20/09/2019 e il 4/10/2019 con atto 2019/5858;


A suffragio di quanto dall’assessore Peracchini affermato in commissione circa la circuitazione del lavoro sopra citato in altri teatri nazionali esista un protocollo o qualsiasi altra documentazione attestante la manifestazione di interesse da parte di altri teatri italiani verso il progetto in questione;



Queste chiare domande giacciono dallo scorso 28 Febbraio 2021 sulla scrivania del Sindaco Peracchini, in quanto titolare anche dell’assessorato alla Cultura in quanto oggetto di una interrogazione richiedente risposta scritta.

Risposta che al momento non è ancora arrivata.

Come ancora non mi è arrivata relazione da parte degli uffici circa i miei dubbi espressi per iscritto già la sera del C.C. ( si era a Ottobre se non erro) circa la proposta di delibera tesa a modificare gli indici di edificabilità in Borgo Bacèo. Proposta che io mi rifiutai di votare presentanto appunto una memoria richiedente chiarimenti.


Peracchini evidentemente non pensa di amministrare una città ma di essere al Rischiatutto dove se non si rispondeva finiva il tempo e chi si è visto si è visto.

Ma, non è così…per cui da tempo ha la buste con le mie domande sul Civico come su Borgo Bacèo. Presto riceverà la terza richiedente chiarimenti sulle procedure usate per la individuazione e la messa in vendita dei 57 alloggi comunali.

Scelga quale delle tre buste vuole aprire : La 1, la 2 o la 3 ?

Ma inizi un po’ a rispondere che la città di cui io sono un rappresentante in quanto eletto da una parte di essa attende. E se può non faccia come la signora Longari che cadde come tutti sappiamo su una domanda riguardante i volatili finendo… uccellata.

Tanto per sdrammatizzare !

Massimo Baldino Caratozzolo

(Consigliere Comunale della Spezia ancora per 15 mesi)


 

venerdì 12 marzo 2021

Osservazioni su Borgo Baceo a cura dell'ex architetto comunale Chiara Bramanti.




Osservazioni su Borgo Baceo a cura dell'ex architetto comunale Chiara Bramanti. 


Premessa

La pianificazione territoriale, o meglio il governo del territorio, è affidata dalla Costituzione (art. 117 della Costituzione integrato dalla legge costituzionale N°3 / 2001), in maniera concorrente, ai vari livelli alle Amministrazioni Pubbliche con l’obiettivo di conseguire e garantire nel tempo, con i mezzi previsti dalle rispettive strumentazioni urbanistiche, l’uso razionale, equo e sostenibile delle risorse, perseguendo il benessere della collettività, garantendo coerenza alle trasformazioni e assicurando trasparenza delle scelte e delle loro motivazioni.

Il potere della pianificazione urbanistica è quindi funzionalmente rivolto alla realizzazione contemperata di una pluralità di interessi pubblici che trovano il proprio fondamento nei valori costituzionalmente garantiti.

Sulla base di questa semplice premessa si presentano le seguenti osservazioni alla delibera N°33 del 16 novembre 2020:




OSSERVAZIONE N°1: Illegittimità delle scelte e procedure

L’area oggetto di variante al PUC vigente era già inserita in un distretto di trasformazione con i suoi relativi indici di edificabilità commisurati giustamente all’abitato limitrofo, con le relative aree di cessione per servizi tra cui il completamento del parco della Maggiolina. Quindi per effetto delle previsioni di edificabilità non può considerarsi “area degradata oggetto di rigenerazione urbana di cui alla L.R. n° 23/18". Ne consegue che il raddoppio degli indici richiesto dal privato e concesso dall’Amministrazione non è effettuato nell’interesse collettivo quindi legittimo ma perseguendo un interesse puramente soggettivo quindi ILLEGITTIMO. Come si sa le speculazioni private senza motivazioni cogenti sono illegittime!

OSSERVAZIONE N° 2: Illegittimità conseguente alle sperequazioni tra diversi cittadini in situazioni analoghe

Il PUC vigente prevede nel nostro territorio “Distretti di Trasformazione” molti dei quali con caratteristiche analoghe all’area in questione e come tali con analoghi indici edificatori. Risulta conseguente nella logica della delibera approvata che chiunque ricada in questi distretti di trasformazione può chiedere al Comune analogo trattamento ovvero analogo raddoppio degli indici con le inevitabili conseguenze: se rifiutato si crea DISPARITA' inspiegabile tra i cittadini, se accettato si sancisce in via definitiva la fine del ruolo di governo del territorio che spetta alle Amministrazioni Pubbliche per andare verso la più totale deregulation!

OSSERVAZIONE N°3: Riduzione degli oneri

Il ricorso, non dovuto, alla LR. N°23/18, può configurarsi come un ulteriore favore nei confronti del privato richiedente perché la legge prevede e consente una cospicua riduzione degli ONERI di URBANIZZAZIONE che pare evidente possa configurarsi come un danno per le amministrazioni (danno erariale ??)

OSSERVAZIONE N°4: Proprietà comunali presenti nell’area

Nell’area in oggetto esistono proprietà comunali di non poca entità. In particolare un edificio a due piani costituito da locali usati al piano terra per ricovero attrezzi ed attività agricole ed il primo piano abitativo, inoltre sempre di proprietà comunale vi è un terreno di notevole rilevanza dimensionale. Nel leggere la delibera nulla si coglie rispetto al destino di queste proprietà, ne da quanto è individuabile dal progetto si coglie un loro inserimento o una loro conservazione. Pare invece che l’edificio comunale sia demolito insieme ad un’altra preesistenza anche più consistente dal punto di vista volumetrico, e nulla si sa del consistente appezzamento di terreno comunale. Nella presente osservazione si manifesta preoccupazione per un possibile danno erariale nella procedura seguita. Ma più realisticamente, in quanto consapevoli che non può esserci stata tale svista, si chiede quale beneficio per la collettività possa derivare da tale patrimonio pubblico. Forse una ristrutturazione dell’immobile da parte del privato per edilizia economica e popolare o per servizi pubblici?

OSSERVAZIONE N° 5: Cancellazione di una parte della memoria storica della città

La storia di Spezia è stata caratterizzata fin dai tempi più remoti dalla compulsione di ogni generazione a distruggere le cose fatte dalle generazioni precedenti. Esempio: Il vecchio comune, le varie porte di ingresso alla città (porta Roca),la casa del sale, le pensiline liberty del mercato ortofrutticolo e del pesce, la testimonianza dell’attività marinara con le storiche palafitte del Canaletto e di Fossamastra. Questo accadeva prima dell’affermarsi a livello generale dell’elevato valore culturale ed identitario della memoria storica dei luoghi. Per cui si osserva come l’attuazione di questa speculazione edilizia non salvaguardi l’unica ed ormai residua testimonianza dell’antica piana agricola di Migliarina con il suo edificato di casette e casali rurali (tra cui quella comunale) che vine demolita senza previsione di un loro possibile recupero eventualmente rigenerato da nuove funzioni di interesse collettivo o servizi vari: centri sociali di quartiere, centri artigianali connessi al tema della ruralità urbana. Si chiede come possa la Sovrintendenza o le varie commissioni territoriali aver consentito tale cancellazione e soprasseduto rispetto al vincolo sugli edifici con più di cinquanta anni.

OSSERVAZIONE N° 6: Aspetto di carattere morfologico e urbanistico

Il Piano approvato con delibera N°33/16 novembre 2020 ed il relativo progetto stridono pesantemente con il contesto edilizio circostante a cui creano danno di visuale e riduzione della luce oltre a creare un effetto disarmonico di tutto l’insieme.

OSSERVAZIONE N° 7: Rischio idraulico

Come si evince dalla documentazione presentata la zona è inserita nelle mappatura del rischio idraulico in quanto morfologicamente caratterizzata da un significativo avvallamento di tutto il terreno. Ne deriva una pesante criticità dal punto di vista idraulico aumentata dalla la presenza di corsi d’acqua.

Criticità che, oggi come oggi con i catastrofici esempi in tutta Italia, avrebbe dovuto essere valutata da una più rigorosa istruttoria dalle strutture competenti. Si chiede pertanto una sua radicale revisione anche rispetto a questo profilo.

Si osserva inoltre che in merito alla LR 23/2128 non sono stati raggiunti gli obiettivi minimi per l’applicazione della legge sulla rigenerazione in particolare a riguardo dei seguenti punti:

(Criteri vincolanti per la disciplina degli ambiti urbani)

nei contesti storici gli interventi di rigenerazione non devono alterare i caratteri tipologici e architettonici che li connotano, privilegiando l’utilizzo di materiali tipici della produzione locale, e devono prevedere soluzioni progettuali che si armonizzino con il contesto circostante, pur potendosi inserire elementi che ne innovino l’immagine esterna e la funzionalità.

(Criteri vincolanti per la disciplina degli ambiti di recupero del territorio agricolo)

a) devono essere salvaguardati gli edifici tradizionali e il loro rapporto con il territorio e i manufatti che siano testimonianza di cultura materiale, le tipologie costruttive tradizionali o di attività proto industriali quali ad esempio mulini e frantoi, opifici, fienili, calcinare, essiccatoi

b) nei borghi e nuclei storici abbandonati gli interventi di recupero, laddove prevedano la demolizione e ricostruzione, non devono interessare edifici di valore storico-testimoniale e devono assicurare la riproposizione di caratteri tipologici tradizionali del relativo contesto privilegiando l’utilizzo di materiali tipici della produzione locale;

si Osserva inoltre che è necessario che il progetto sia sottoposto a valutazione ambientale strategica.

Si osserva inoltre che non è stato chiesto un parere alla competente soprintendenza a riguardo dell’oggettivo valore storico testimoniale del borgo esistente.

giovedì 11 marzo 2021

Commissione su Borgo Baceo, intervento del Comitato Piazza Verdi

Nuova commissione sulla “riqualificazione di Borgo Baceo”, che per l’Amministrazione spezzina vuol dire costruire palazzoni di cui al Canaletto non si sente tutto questo gran bisogno. Qualche settimana fa il Sindaco aveva fatto sapere a cittadini ed associazioni che non aveva voglia né tempo di ascoltarli e che, se non erano d’accordo, potevano sempre andare al TAR. 

Ottenere la seconda commissione, questa volta alla presenza dell’assessore preposto, Luca Piaggi, è stata un’anticipata Via Crucis. La commissione, infatti, è stata rimandata per ben due volte… e pazienza se qualcuno aveva rimandato appuntamenti, o preso permessi dal lavoro!

Ieri finalmente i depositari delle osservazioni sono stati auditi, ma non apprezzati: secondo i consiglieri di maggioranza, infatti, il cittadino rappresenta solo se stesso e non va bene, uno degli ospiti (che tra l’altro non è riuscito a collegarsi) ha il difetto di far parte di un partito politico non simpatico, quindi non va bene. C’è chi fa interventi troppo filosofici, chi troppo politici, chi poco tecnici. All’amministrazione, insomma, non va bene nessuno. Non c’è volontà di ascoltare né di confrontarsi. 

Rileviamo che, purtroppo, questa è una costante. Non c’è stata, come avevamo già detto, l’auspicata discontinuità tra la precedente Amministrazione e questa e la commissione di ieri pomeriggio ne è l’esempio più lampante. 

Come Comitato Piazza Verdi, siamo dalla parte degli abitanti del Canaletto e di chiunque sia contrario a questo progetto.

Comitato Piazza Verdi

Melley: “Bene la VAS sui progetti di via Prosperi, ma la Giunta si arrampica sugli specchi”

 “Non si può amministrare una città parlando solo con i propri sostenitori; bisogna avere il coraggio di confrontarsi per davvero con la gente, senza badare alle tifoserie e favorendo un dialogo reale con i cittadini. È questa la prima considerazione che speriamo abbia tratto la Giunta dopo avere ascoltato in audizione consiliare i cittadini, i comitati e le libere associazioni contrarie ai mega palazzoni di via Prosperi.” Così Guido Melley, LeAli a Spezia, che continua: “Nella partecipata commissione che si è tenuta ieri su mia richiesta sono emerse infatti molteplici critiche al progetto, che hanno trovato poche e deboli risposte da parte del neo assessore all’urbanistica Piaggi: un Piaggi che ha provato a difendere l’operazione, nonostante la ferma opposizione di tutti i gruppi di minoranza ed i pesanti rilievi formulati dalla Sovrintendenza e dalla stessa Regione, ma che si è poi arrampicato sugli specchi sul tema spinoso del “misterioso”studio idrogeologico affidato anni fa ad Hydrodata e le cui risultanze devono ancora essere portate allo scoperto.”

Continua ancora Melley: “La verità è che la Giunta Peracchini, come disse lo stesso Sindaco in consiglio comunale, segue solo le logiche del mercato e nel caso in questione ha concesso il raddoppio dell’indice edificatorio ai privati proprietari dell’area senza portare avanti un vero progetto di riqualificazione della zona e soprattutto senza tenere conto delle criticità idrogeologiche del sito rilevate dagli stessi tecnici di Hydrodata. Una brutta storia cui l’Amministrazione ha provato a rimediare, in corner, con l’avvio della procedura di VAS che io stesso avevo sollecitato negli scorsi giorni.”

Conclude l'esponente di Leali a Spezia: “Ci auguriamo che la procedura di VAS che sta per partire consenta prima di tutto un’ampia e fattiva consultazione pubblica e che conduca ad un radicale ripensamento del progetto: lo chiede la gente del Canaletto, ma lo chiedono anche tutti quei cittadini che sono attenti, come noi, a garantire lo sviluppo edilizio in città in un quadro di valorizzazione e salvaguardia dei pubblici interessi dell’intera collettività.”

mercoledì 10 marzo 2021

Via Prosperi, rigenerazione urbana o rigenerazione di vecchie idee?


Ricordo male o quella sera in cui l’amministrazione portò in C.C. la famosa delibera “2020/Propcon/31 avente come oggetto : Rigenerazione di ambiti urbani in condizioni di degrado urbanistico ed edilizio. Individuazione del distretto di trasformazione AC2 sito in Via Prosperi, Via del Canaletto, Parco della Maggiolina adozione ai sensi dell’Art. 4 L.R. N.23/2018”… io mi rifiutai persino di votarla in quanto a mio avviso palesemente in contrasto persino con la stessa legge regionale citata nel provvedimento proposto ?

Tale legge regionale, la 23/2018, infatti è stata concepita al fine di “favorire il miglioramento della qualità ambientale, paesaggistica, architettonica e sociale del tessuto edificato e individua la rigenerazione urbana quale alternativa strategica al consumo di nuovo suolo". 

Dunque come si fa a pensare, facendo riferimento a quella legge, di costruire tre palazzoni di dieci piani in un luogo dove al momento vi sono tre costruzioni (peraltro di proprietà comunale….ma questo non fu mai detto) perlopiù di carattere rurale/agricolo e di non più di due o tre piani ?

Come si fa a pensare ad un raddoppio degli indici di edificabilità approfittando di un PUC ormai vecchio di 20 anni, fatto appositamente ornare in vigore dopo aver fatto decadere quello approvato in consiglio dall’ultima amministrazione Federici adducendo motivazioni a questo punto palesemente ridicole, visto cosa si vuol fare in Via Prosperi ?

Per ora l’unico parere regionale è quello sugli aspetti geormofologici del progetto e non quelli della coerenza con detta legge regionale 23/2018. E tuttavia anche su tali aspetti, come fatto notare da molti in questi giorni, ci si è ben guardati dall’allegare e citare alcuni passaggi a mio avviso molto interessanti presenti nel famoso studio Hydrodata . Lo studio fantasma. Quello che c’è ma di cui nessuno mai si ricorda. Eppure ci è costato 80.000 euro. Ma non si cita mai, quando risulta scomodo alla causa, che ai più pare, mai come in questa circostanza, di carattere meramente e unicamente di speculazione edilizia .

Ora si da il caso che , come detto, il sottoscritto motivando il mio rifiuto a votare persino contro a quella delibera del Novembre scorso allegai una memoria scritta contenente tutte le contestazioni, rispetto alla legge regionale citata. Mi sarei aspettato da parte della amministrazione almeno una risposta scritta di chiarimento.

Invece nulla. Il vuoto comunicativo totale. Come ci si è guardati bene dal dire di chi erano le costruzioni fatiscenti presenti nell’area, come ci si è guardati bene dal citare alcuni riferimenti interessantissimi presenti nello studio Hydrodata, relativi proprio a quella zona, ci si sta guardando bene anche dall’approfondire e dare una risposta ai dubbi sollevati da un Consigliere Comunale che sarà magari pur estraneo a ogni forza politica, sarà pure un noto rompiscatole, ma rimane pur sempre una persona investita di un ruolo istituzionale eletta dai cittadini.

Dunque con santa pazienza questa mattina ho ripreso la memoria, già nella disponibilità dallo scorso 17 Novembre della amministrazione e l’ho nuovamente inoltrata alla attenzione della stessa attraverso la nostra segreteria generale e alla attenzione del Dott. Camillo Sortino .

Questa volta ho chiesto espressamente che da parte dei tecnici e dei legali della amministrazione mi si inviasse cortesemente una relazione tesa a chiarire i molti dubbi da me sollevati in quel documento.

Attendo fiducioso. Anzi direi, una parte della città che si sta dimostrando decisamente contraria a questa nuova operazione edilizia, di cui nessuno, a parte le legittime aspirazioni della immobiliare proponente, pare sentisse il bisogno, visto il numero di appartamenti sfitti in costante aumento in città , attende fiduciosa.

Perché sarebbe ora qui alla Spezia che si smettesse di mettere mano alle zone che si lasciano volutamente degradare, unicamente per costruirvi palazzi o centri commerciali.

Altro che rigenerazione urbana…questa è rigenerazione palazzinara/cementificatrice.

Roba da anni 70 e 80 insomma.

Forse l’unica cosa che stiamo rigenerando e continuiamo a rigenerare sono certi politici e certi funzionari comunali radicati a palazzo da quasi 40 anni e nei soliti ruoli !



Massimo Baldino Caratozzolo

(Consigliere comunale della Spezia)

Elogio (provocatorio) del lavoro in nero...

  Come da titolo, è una provocazione.  Ma... spiego. Io faccio caricamenti e allestimenti nei supermercati, la mia figura professionale (che...